Fidenza 13 maggio 1944

Tra il 1944 ed il 1945 il Nord Italia fu sottoposto a numerosi attacchi aerei da parte delle forze aeree alleate, ed in particolare dall'USAAF. La città di Fidenza pagò il suo prezzo, subendo attacchi aerei e bombardamenti, nel corso dei quali perirono 162 persone, la maggior parte delle quali (113) fu vittima del bombardamento del 13 maggio del 1944.
Quel giorno, tra le 10 e le 11 di mattina, due formazioni di bombardieri della 15th Air Force si levarono in volo da aeroporti pugliesi, e si diressero rispettivamente contro Parma e Fidenza. La formazione diretta a Fidenza era composta da 73 bombardieri B-24 Liberator appartenenti al 376th Bomb Group e al 98th Bomb Group, scortati da caccia P-51 Mustang. La città fu raggiunta alle ore 14.50 e le prime bombe iniziarono a cadere alle ore 14.51.
Furono sganciate in tutto 570 bombe da 500 libbre.


Al ritorno a casa, nella sua Fidenza trova una città martoriata dalle bombe, sfigurata nel suo tessuto urbanistico e storico. I suoi sentimenti li esprime, sempre in modo sommesso, in un lavoro monocromo caratterizzato da una folta fiumana. di persone che,cariche di speranza, rientrano attraverso la porta medievale, oltre la quale vicino al Duomo e agli altri luoghi familiari sono accatastati angoscianti cumuli di macerie.
Le ferite della città costituiscono uno dei filoni principali della sua produzione dell'immediato dopoguerra, che in seguito si articola, un po' schematicamente, in quattro indirizzi: gli scorci di Fidenza, i paesaggi en plain air, i fiori, i ritratti.

Tratto dall'articolo di Pier Paolo Mendogni pubblicato sulla Gazzetta di Parma di Sabato 6 ottobre 2001
La documentazione su Fidenza è il risultato di un atto d'amore che oggi assume connotati storici di rilevante interesse: la Porta San Donnino con le mura medievali e la via Emilia che ancora arrivava lì e faceva scoprire agli occhi ammirati dei viaggiatori la suggestiva bellezza del Duomo romanico; il Vecchio Seminario rosseggiante di fianco alla Cattedrale; il Vescovado con la trama, incalzante dei portici.
E poi la Rocca, possente baluardo medievale, ricca di storia, sciaguratamente demolita in nome di un'incolta modernizzazione: Ponzi l'ha dipinta nel '45 in tutta la sua suggestione scenografica, densa di luminosi colori che dialogano tra loro in modo serrato, nel lucore abbacinante dell'estate; l'anno seguente ne ha testimoniato la tristissima fine, ridotta ad un cumulo informe di macerie, raggelate sotto uno strato di neve.

Tratto dall'articolo di Pier Paolo Mendogni pubblicato sulla Gazzetta di Parma di Sabato 6 ottobre 2001
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**** Bombardamento aereo di Fidenza ****