La donna gravida e il crollo del ponte
Non deve pertanto sorprendere che il martire Donnino. invocato nei secoli quale taumaturgo e patrono della comunità fidentina, mostrasse una particolare premura verso la fase delicata dell'esistenza umana: la gravidanza e i primi mesi di vita del bambino, soggetto questo certamente non estraneo alle sculture romaniche della facciata. Prendiamo come esempio il capitello di sinistra del protiro mediano, dedicato alla vita della Vergine. della Vergine. Qui l'ignoto scultore ci offre, con la visita a santa Elisabetta, una rappresentazione molto realistica della gravidanza divina di Maria. Il grembo della Vergine appare rigonfio, come di rado si riscontra nei testi figurativi dell'epoca medioevale: un' appariscente sottolineatura, che richiama il tema fondamentale dell'Incarnazione e che va forse intesa anche come risposta alle eresie del tempo.
Ma sulla facciata istoriata del nostro Duomo l'iconografia della vita nascente riaffiora anche fuori dal contesto biblico, proprio nel ciclo di san Donnino, che si basa come principale fonte letteraria sulla Passio Parmense redatta nell'XI secolo.
Dopo la miracolosa guarigione dello storpio che, grazie all'intercessione del santo, vede ritornare il cavallo che gli era stato rubato mentre si trovava in chiesa a pregare, l'ultimo episodio (che chiude la straordinaria sequenza dei rilievi dedicati al martire) gravita attorno alla figura di una donna incinta. La donna, "mulier gravida", come recita l'iscrizione, è coinvolta insieme a molti altri nell'improvviso cedimento del ponte sullo Stirone, avvenuto mentre si stava svolgendo, tra la chiesa di san Dalmazio e il Duomo, una solenne processione per celebrare il secondo ritrovamento delle reliquie del santo martire.
Come si può vedere, la scena caotica è incentrata sulla figura della donna prossima al parto.
Imperturbabile nella sua rigida compostezza, quasi un'antica dea della fertilità, con la sua figura di madre essa sovrasta le rovine del ponte e mostra chiaramente di non aver subito alcun danno dal disastroso incidente.
Il riconoscimento del miracolo della "mulier gravida" scampata dal crollo del ponte tende ad assimilare simbolicamente lo stadio iniziale della vita umana al periglioso attraversamento di un fiume, ma soprattutto sembra voler sottolineare con la forza delle immagini un atteggiamento di grande attenzione nei confronti della donna e della vita prenatale da parte della Chiesa fidentina. Il racconto, fissato sulla pietra, dimostra infatti come anticamenli te in Borgo San Donnino il ricorso al martire venisse incoraggiato anche a protezione della vita nascente e non solo in o rapporto al suo indiscusso potere antirabbico.
Guglielmo Ponzi
Pubblicato da: Il Risveglio 9 ottobre 2009