Eventi
Ettore Ponzi

1908-1992
Pittore

La Fiera di Borgo ai tempi della ricostruzione



Le immagini ci rimandano alla fiera di San Donnino nell'immediato dopoguerra. Oltre alle giostre o "baracconi", come si diceva allora, nel Prato della Fiera, le celebrazoni religiose molto partecipate, il Numero Unico, le tre sale cinimatografiche strapiene e la calca impossibile sul corso, erano d'obbligo alcune iniziative come mostre di artisti locali ed esposizioni di macchine in genere agricole. Lo spirito era quello del riprendere il cammino e recuperare il tempo perduto, era il tempo della "ricostruzione".
Quella che vediamo è una fotografia di una mostra ospitata nel ridotto del Teatro Magnani il cui titolo era proprio quello: la "ricostruzione". Il materiale esposto proveniva in gran parte dall'archivio Musini con integrazioni di quadri di Ettore Ponzi, aveva in genere carattere rievocativo ma con l'evidente messaggio che ricostruire Fidenza non voleva dire inventarla. Il messaggio era chiaro, non sempre, già a partire da quegli anni, sarà rispettato.






Italiani nei lager: un libro per capire

"In un italiano un po’ arcaico Imi significherebbe «posti in basso», oppure «di infima condizione». Ed è oggettivamente difficile trovare una sigla più allusiva per significare la condizione degli Internati Militari Italiani: i 650 mila connazionali arrestati dai nazisti dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei campi di lavoro in Germania. «Imi» di nome e di fatto: perché sprofondati in quella che, nell’universo concentrazionario hitleriano, potrebbe essere paragonata alla palude degli ignavi, nemmeno degnati – da una parte – della qualifica di prigionieri di guerra (per non farli accedere ai benefici della Convenzione di Ginevra e all’assistenza della Croce Rossa) e – dall’altra, per mezzo secolo dopo la Liberazione – del prestigio di aver partecipato anche loro, col sangue e a pieno titolo, alla Resistenza.
Lo dimostra – tra l’altro – l’antologia ragionata su Gli internati militari italiani che Mario Avagliano e Marco Palmieri hanno appena compilato con «diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945» (Einaudi, pp. 336, euro 20). «Oggi si parla di 4 diverse Resistenze – così lo storico Giorgio Rochat nella prefazione –, senza una graduatoria: la resistenza contro i tedeschi delle forze armate l’8 settembre. Poi la guerra partigiana e la deportazione. La partecipazione delle forze armate nazionali alla campagna anglo-americana in Italia.
Leggi sul quotidiano l'Avvenire

A pagina 266 del libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri la testimonianza di Ettore Ponzi
Mercoledì 27 gennaio 2010, in coincidenza con la Giornata della Memoria, presso la Prefettura di Parma si è tenuta la cerimonia di consegna della Medaglia d'Onore alla memoria di Ettore Ponzi per il periodo d'internamento trascorso nei campi di Semlin (Belgrado), Vienna e Wietzendorf dal 1 gennaio 1944 al 15 aprile 1945.
Giornata della Memoria 2010
Medaglia d'Onore
«La rivendicazione della Resistenza antifascista si è ridotta per decenni al dibattito politico sulla guerra partigiana. Negli ultimi anni registriamo il recupero di una dimensione più ampia. Contiamo la resistenza contro i tedeschi delle forze armate all'8 settembre. Poi la guerra partigiana e la deportazione politica e razziale nei lager di morte. La partecipazione delle forze armate nazionali alla campagna anglo-americana in Italia. E infine la resistenza degli Imi nei lager tedeschi: le centinaia di migliaia di militari che invece della guerra nazifascista scelsero e pagarono la fedeltà alle stellette della patria. Le stellette a cinque punte sul bavero della divisa (piccoli pezzi di metallo povero o un quadratino di stoffa) sono il simbolo tradizionale dei militari italiani. La fedeltà alle stellette fu la motivazione più comune e diretta della grande maggioranza dei 650000 militari italiani che preferirono la prigionia nei lager tedeschi al passaggio dalla parte nazifascista. Questi 650000 prigionieri erano degli sconfitti che avevano vissuto il fallimento del regime fascista, la misera fine delle guerre di Mussolini, lo sfacelo delle forze armate all'8 settembre. Tutti avevano ragione di sentirsi traditi dal re e da Badoglio, che li avevano abbandonati senza ordini agli attacchi tedeschi. Ciò nonostante, una grande maggioranza di questa massa di sbandati preferì la fedeltà alle stellette e la prigionia nei lager».
(Dalla Prefazione di Giorgio Rochat)
Giornata della memoria 27 gennaio 2010
Conferite 26 medaglie d'onore a cittadini di Parma deportati ed internati nei lager nazisti Le 26 medaglie, di cui tredici alla memoria, sono state consegnate agli insigniti dal Prefetto Paolo Scarpis con la partecipazione dei Sindaci dei comuni nei quali risiedono gli interessati (Parma, Collecchio, Fidenza, Noceto, Langhirano, Polesine, Soragna, Sorbolo, Varsi, Medesano).
L'alto riconoscimento è stato conferito ad altri due parmigiani, non presenti alla manifestazione. La cerimonia è stata preceduta da un sentito e caloroso discorso del Prefetto che ha
sottolineato come lo Stato Italiano con tale commemorazione abbia voluto tributare il giusto riconoscimento a quei cittadini, militari e civili, che scelsero consapevolmente di rinunciare alla libertà e rifiutarono - nonostante le condizioni di disagio e di pericolo patite nei campi di concentramento nazisti - ogni collaborazione con le forze armate tedesche e fasciste, per mantenere fede al giuramento prestato ed ai propri ideali. "E' proprio grazie al loro sacrificio, alla loro sofferenza - ha sottolineato il Prefetto- se oggi viviamo in democrazia".
A rendere ancora più toccante il riconoscimento, la proiezione di un filmato tratto dalle 400 immagini fotografiche della prigionia dei militari italiani scattate in gran segreto e a rischio della vita dal Tenente di Fanteria Vittorio Vialli di Bologna nel lager di Sandbostel in Germania, nonché la lettura di alcune brevi testimonianze tratte da "Diario clandestino" di Giovannino Guareschi e l'interpretazione dello storico Santo Peli sul dramma della deportazione in Germania dei militari italiani.
Questi i nominativi degli insigniti di Parma e provincia
Giuseppe Bartoli    Angelo Battei    Gaetano Breglia    Gino Bussolati    Amadio Campan    ini    Paride Davoli    Giorgio Faelli    Gianni Maggi    Paolo Massari    Bruno Montani    Aldino Zilioli    Calisto Zilioli    Walter Zilli    Livio Galli    Mario Meneghetti    Marco Sidoli    Ettore Ponzi    Mario Mezzadri    Francesco Fiume    Francesco Tanzi    Ennio Corradi    Marino Contini    Nando Menta    Agostino Neviani    Celestino Zanetti    Mario Sidoli    Luigi Bassioni    Wolmer Mondini
Trecentotrenta metri quadrati di teli dipinti a formare pareti e soffitti di una eccezionale camera acustica che Gerolamo Magnani regala alla sua città, Borgo San Donnino per la precisione, in questo mese di marzo. Oggi 8 marzo al ridotto del Teatro Magnani ne è stata data notizia con una conferenza stampa che ha visto la presenza della "signora dell'arte parmigiana" dottoressa Lucia Fornari Schianchi che, proprio oggi, lascerà il vertice della Soprintendenza ai Beni storici, artistici e demoetnoantropologici di Parma e Piacenza.
Gerolamo Magnani riprende decori e figure del teatro e del ridotto con la sua maestria scenografica e pittorica includendovi lo stemma della sua città Borgo Sna Donnino. Non mancano i richiami ad altri suoi lavori a Parma ma anche al Quirinale ed al teatro di Reggio Emilia come compiutamente illustra la dottoressa Maurizia Bacchini. Presenti i monocromi simili a bassorilievi che Magnani inseriva tra i decori floreali ed i putti. Ora  le tele, ben conservate, necessitano solo di un restauro marginale, più impegnativi, anche dal punto di vista economico. conservazione ed utilizzo della struttura, patrimonio prezioso ma fragile.

La camera acustica dipinta da Gerolamo Magnani per il suo teatro e per Borgo San Donnino
Leggo su ParmaOggi:
"In occasione del 147° anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio, Fidenza celebra la figura del Vate con: “Oratorio per Fiume. Schegge e frammenti dall’impresa fiumana del poeta soldato Gabriele D’Annunzio”, uno spettacolo di e con Umberto Fabi.
Lo spettacolo, organizzato dal Comune di Fidenza con il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli italiani e la collaborazione dell’associazione culturale “Alta” di Parma, è inserito nel cartellone “Marzo a Fidenza 2010” e andrà in scena al Ridotto del Teatro Magnani venerdì 12 marzo con una matinée riservata alle scuole, per la quale si prevede il tutto esaurito, e una replica serale alle ore 21.00 aperta a tutta la cittadinanza. L’ingresso è libero."

Qualcosa di nuovo quindi nelle proposte culturali dell'Amministrazione comunale. Questa volta è il momento di D'Annunzio, figura originale nello scenario italiano del XX secolo Celebrato ed "autocelebrato", visto con sospetto e in qualche modo temuto dal fascismo, messo da parte dall'ideologia culturale del dopoguerra. Lo scultore e cesellatore della vicina Traversetolo, Renato Brozzi, prestò la sua arte al "vate" e parte delle sue opere adornano tuttora il Vittoriale. L'immagine a lato è una cartolina inviata da Brozzi e controfirmata "Gabriellino D'Annunzio".

Il 12 marzo Fidenza celebra Gabriele D'Annunzio