IL BORGO OTTOCENTESCO
"Borgo S. Donnino al principio del secolo scorso, visto e disegnato, per il nostro volume, dal pittore Ettore Ponzi. L'ideazione grafica ha volutamente accentuato le proporzioni dei principali monumenti, per evidenziare maggiormente la struttura urbanistica del Borgo.
Il disegno fissa il panorama dall'alto della torre dei Gesuiti e spazia, con effetti di vivo realismo, dal vecchio Convento dei Cappuccini (a sinistra) sull'area dell'attuale Parco delle Rimembranze, alla mole della Rocca (a destra). In primo piano, la torre e la cupola della cinquecentesca Chiesa di S. Michele con il Collegio Orsoline e, sullo sfondo, il nucleo urbano dalla Piazza maggiore al Duomo; poi, in alto a sinistra, la Cittadella con la Chiesa di S. Faustino e, nei pressi del ponte sullo Stirone, la Chiesa ottagonale della Madonna delle Grazie, demolita nel 1812 per raddrizzare il corso della Via Emilia.
Nel disegno sono pure visibili: l'ampia curva del Venzola (da sinistra verso il centro), il tracciato di allora della Via Emilia (ora Via Berenini); più a destra, la popolare "cuntrè müsä"(ora Via Ghiozzi) e Via Malpeli con i terragli di sopra e l'inizio della campagna verso Lodispago.
Sullo sfondo, il percorso del torrente Stirone con i castelli di Vigoleno (in alto, a sinistra) e di Castelnuovo Fogliani (a destra)."
Dai: - Quaderni Fidentini  N. 9 - 4 PASSI PER FIDENZA 

Fidenza
Borgo San Donnino
Il borgo ottocentesco
IL BORGO VISTO DA OVEST


Il borgo così come appariva arrivando da Piacenza seguendo il vecchio percorso della via Emilia
Fidenza
Borgo San Donnino
Il teatro Gerolamo Magnani
 
Progettato da Nicola Bettoli, l'architetto ducale di Maria Luigia responsabile anche della costruzione del Teatro Regio a Parma, fu cominciato proprio nell'anno di nascita di Verdi, il 1813, nel luogo dove sorgeva la chiesa di San Francesco. I lavori, interrotti più volte, ripresero solo nel 1845, e si conclusero sedici anni dopo.
L'interno, a tre ordini di palchi, presenta uno sfarzoso boccascena arricchito da oro e stucchi bianchi realizzati da Girolamo Magnani, lo scenografo e decoratore fidentino autore di decine di scenografie verdiane, fra cui quella del Simon Boccanegra del 1881 alla Scala.
La pianta della platea è a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e un loggione. Ogni ordine è diviso in diciotto palchi. Vi sono inoltre tre palchi per lato nel proscenio e sopra l’entrata un grande palco reale. Il palcoscenico (ricostruito in cemento armato nel 1953) è dotato di ampio retropalco e di dieci camerini. Vi è pure una sala con una tribuna per i musicisti. Si conservano ancora alcune macchine da scena e cinque preziosi lampadari provenienti dalla corte di Parma con le specchiere del ridotto. La facciata è porticata con cinque aperture sormontate da medaglioni. Sopra la finestra centrale sta un timpano decorato e lo stemma di Fidenza.
L'inaugurazione avvenne il 26 ottobre 1861 con Il Trovatore, in omaggio a Verdi, scenografia di Magnani, naturalmente. Tra il 1870 e il 1871 sopra il palcoscenico fu costruita una sala da ballo con parapetto per i veglioni di carnevale e sette anni più tardi il teatro diventò sede di una scuola di musica teatrale.
Recentemente ristrutturato e adeguato alle normative vigenti, il teatro presenta anche un bel Ridotto con volta affrescata con putti tra ghirlande di fiori, anche essi opera di Girolamo Magnani, che si guadagnò meritoriamente la dedica del teatro. Nei mesi di luglio e agosto 2004 è stato effettuato l’intervento di restauro su tutti gli affreschi della cupola, che è ora tornata allo splendore delle origini.
www.comune.fidenza.pr.it
La camera acustica dipinta da Gerolamo Magnani
per il suo teatro e per Borgo San Donnino
Trecentotrenta metri quadrati di teli dipinti a formare pareti e soffitti di una eccezionale camera acustica che Gerolamo Magnani regala alla sua città, Borgo San Donnino. Gerolamo Magnani riprende decori e figure del teatro e del ridotto con la sua maestria scenografica e pittorica includendovi lo stemma della sua città Borgo San Donnino. Non mancano i richiami ad altri suoi lavori a Parma ma anche al Quirinale ed al teatro di Reggio Emilia . Presenti i monocromi simili a bassorilievi che Magnani inseriva tra i decori floreali ed i putti.

"L'inaugurazione fu naturalmente per i fidentini un avvenimento di speciale importanza e il pubblico accorse da ogm centro del Comune ed anche della Provincia. Lo splendore degli ori e degli stucchi sotto la vivida luce del lampadario alimentato allora a petrolio, riempì di stupore e di meraviglia gli spettatori ehe gremivano la platea e i palehi. Ammiratissime furono le scene del “Trovatore” che erano tra le migliori del Magnani, scene che fatalità di eventi ed insipienza di uomini andarono completamente perdute; colla scusa che esse erano sorpassate e non rispondevano più alle moderne esigenze, vennero rimosse dalle impalcature - ove si potevano conservare, se non altro come documenti dell'antica scenografia - e, date in prestito a compagnie filodrammatiche, furono ridotte in miserrime condizioni e andarono disperse; così queste scene che Girolamo Magnani aveva dipinto con tanta passione e tanta abilità, non sono più ormai che un nostalgico ricordo."
Nullo Musini 1961