Nella bassa pianura i campi coltivati invasi dall'acqua dello Stirone che non riesce a defluire nel Po.
La vegetazione fluviale invade il letto del torrente, aldilà dell'argine il riflesso del bianco intonaco di una casa colonica.
Il dipinto ci restituisce l'immagine del torrente prima del saccheggio degli strati ghiaiosi e della distruzione dell'habitat fluviale.
Le metamorfosi del torrente, determinate dal lento fluire delle stagioni, costituiscono, fin dall'inizio, uno dei temi della pittura di Ettore Ponzi; ai paesaggi si aggiungono attente osservazioni dell'ambiente naturale.
A valle dell'abitato di San Nicomede il torrente Stirone entra in uno stretto passaggio tra pareti stratificate con una serie di salti chiamati localmente "cascatelle".
Una piccola nevicata nel greto del torrente è il motivo di questo dipinto che sfrutta le irregolarità della tela grezza. Sul fondo alcune capanne allora abitate.
Il pittore ha passato molte estati tra i monti delle Dolomiti soggiornando in varie località della Val di Fassa e della Val Gardena. Ha prodotto numerosi quadri affascinato dalle montagne. Il complesso del Sassolungo e il massiccio del Pordoi hanno catalizzato le sue visioni.
Il dipinto, datato 1948, riprende il "Canale otto Mulini" a sud di Fidenza all'altezza del "Mulino del Faggiolo". E' uno del luoghi più cari al pittore che, ancora adolescente, era solito frequentare. Alcuni disegni del mulino risalgono al periodo scolastico. Più tardi il "Mulino del Faggiolo" sarà soggetto di numerosi dipinti o disegni, il capolavoro è questo quadro impreziosito dall'imbiancatura invernale.
"Nel '50, quando s'incendia il pozzo petrolifero di Bersano di Besenzone, dipinge sul posto tre quadretti "anomali" che superano il valore di documento; prezioso anch' esso, però, perché non mi risulta che altri artisti se ne siano interessati. L'alta colonna di fuoco gli suggerisce un cromatismo diverso ma non "acceso" (neppure in questo caso). Il colore urlante gli è del tutto estraneo; è nel suo carattere il "sottovoce"."
Ferdinando Arisi - dal Catalogo della mostra del 2001